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La Spoleto-Norcia in MTB

Come nascono i nostri Tour? Come disegnamo i vostri viaggi in bici e a piedi? Lo scouting del territorio è la chiave di una vacanza memorabile. Racconto di una giornata in MTB sulle tracce della Ex Ferrovia Spoleto-Norcia.

La sveglia canta prestissimo stamattina. Sono le 5:55 e non è il telefono che suona. E’ il piccolo Leo, che oggi ha deciso così. Lui ha 5 mesi e rotola nel letto che sembra l’uomo ragno. Ti guarda, poi fa per buttarsi giù e ride. Provo a spiegargli che intendevo alzarmi un’oretta più tardi ma non sembra daccordo. E ride! Dai, mi dico, se mio figlio ha deciso così allora stavolta ne approfitto e parto prima. Che per un pisolo come me è già un miracolo. Oggi andiamo alla scoperta della SPOLETO NORCIA IN MTB.

LO SCOUTING

Per chi di lavoro disegna vacanze in bicicletta, lo scouting è una fase fondamentale. Si parte con la ricerca, poi si passa alle mappe, si crea l’itinerario con le possibili varianti e si va sul campo, che poi è la parte più divertente. Il nostro Tour Operator ha base in un borgo medievale nella zona di Bevagna, che per intenderci sta a metà strada fra Assisi e Spoleto. Di conseguenza, per i nostri tour giornalieri il raggio d’azione è limitato in quest’area. Non ci spingiamo oltre. Tuttavia costruiamo itinerari personalizzati ed ecco che arriva la richiesta di un viaggio in bici in famiglia da Assisi alle Cascate delle Marmore. La SPOLETO-NORCIA fa parte dell’itinerario ma non avevo ancora avuto l’occasione di farla da quando viviamo in

Umbria. Quindi ne approfitto, preparo la mia MTB e si parte!

LA EX FERROVIA


Oggi la Spoleto Norcia in MTB è una manifestazione ciclistica decisamente importante del centro Italia, che richiama qualche migliaio di ciclisti ogni anno. Un tempo era una ferrovia che collegava Spoleto a Norcia, appunto. Un progetto molto ambizioso quello degli ingegneri, dato che costruire una ferrovia in un contesto geologicamente così impervio non era cosa scontata, soprattutto se consideriamo il periodo, gli anni ’20 del secolo scorso. Dismessa nel ’68 oggi è un sentiero escursionistico di una certa rilevanza paesaggistica, che entra letteralmente nei Monti Sibillini e attraversa la Valnerina. La manifestazione è iniziata come una scampagnata tra amici ed è diventata una cosa seria. Dal 2016 però, una serie di eventi ne hanno rallentato la crescita. Prima il terremoto, che di fatto ha costretto gli organizzatori a modificarne l’itinerario, poi la pandemia. Oggi è un bellissimo itinerario permanente da fare in MTB. E’ il 29 ottobre 2020 quando la provo io. Alle 7 del mattino la bici è già sul furgone. Il thermos è pieno e lo zaino carico con le cose per la giornata. La temperatura è intorno ai 10 gradi, che per andare in bici va benissimo. Ho disegnato la traccia su Komoot e l’ho caricata sul Garmin. Adoro andare in bici su strade che non ho mai fatto, mi da quel senso di avventura e mi diverto come un ragazzino. Il giro è ad anello e sono quasi 50km con 1000 metri di dislivello positivo. Quello che farò io è l’itinerario classico, perché ci sono delle varianti più difficili sia tecnicamente che fisicamente. Generalmente lo scouting è un momento condiviso, si pedala in piccoli gruppi e si sta insieme. Per me no. So che devo farlo rigorosamente da solo. Non per altro, ma mi fermo ad ogni incrocio, prendo appunti, segno waypoint, faccio foto, calcolo distanze e butto giù le impressioni. Se un tratto di strada mi emoziona devo documentarlo, se fa schifo o è impraticabile anche. Un giro relativamente breve diventa un processo lungo. In buona sostanza, non mi sopporterebbe nessuno.

La fortuna è che amo le uscite lunghe e in solitaria.


Dall’inizio del sentiero i primi 10km sono tutti quanti in salita. Le pendenze sono pedalabili, cioè fra 3 e il 6 per cento e si va su che è una meraviglia. Pedalo lento per godermi tutto. Dopo 3 chilometri il primo ponte che offre una bella cartolina sulla Valle Umbra. E vai con la prima foto.

Al chilometro 8, subito dopo un altro ponte il sentiero devia sulla strada asfaltata per arrivare in cima e scollinare. Dal terremoto del 2016 la Spoleto Norcia è impraticabile in alcuni tratti, il sentiero è stato chiuso per molto tempo e solo di recente è stato rimesso in sicurezza, ma alcuni tratti sono rimasti chiusi. Insomma arrivo allo scollinamento e mi fermo un attimo; improvviso una conversazione con delle pecore locali molto simpatiche ma diffidenti, metto la mantellina e mi butto in discesa a bomba. 4 km bellissimi fatti ad una certa velocità per recuperare il tempo perso a salire. Fino a qui non ho incontrato nessuno, a parte le pecore taciturne. In un attimo arrivo in prossimità di Grotti e probabilmente l’entusiasmo della discesa stimola una fame della madonna.


Dietro ad una chiesetta trovo un giardino con dei tavoli da picnic e dei cartelli che segnalano i sentieri della zona. Perfetto per fermarmi a mangiare qualcosa. Oggi il menù concede del buonissimo riso con pollo e un po' di frutta. Faccio qualche telefonata di lavoro, poi mi congelo e riparto a tutta birra per scaldarmi un po'. Incrocio due Bikers che di certo non sono più loquaci delle simpatiche pecore della cima Coppi. Al km 17 prendo un sentiero a destra che indica: Attenzione Discesa Pericolosa! Evvai! Sfrego le mani e mi fiondo senza pensarci nel single trail, che tecnicamente chiamerò lo scassone. 2 km di salti e divertimento mi portano a Piedipaterno.

Piedipaterno

Borghetto molto carino ma senza un’anima viva. Faccio il pieno alla fontana e attraverso il fiume Nera per buttarmi sulla famosa Greenway del Nera fino a Castel San Felice. Bellissimo questo borgo, in cima ad un promontorio con vista sulla Valnerina. Mi perdo un po' a fare il turista, cammino tra i vicoli senza incontrare nessuno.

La meraviglia di questa faccia medievale delI'talia è che ti sembra di viaggiare nel tempo. Quando arrivi in posti come questo hai come l’impressione che il tempo si sia fermato, e che da un momento all’altro qualcosa sta per succedere, come quando metti in pausa il film e schiacci play di nuovo. Incontro anche un pastore con le pecore, e questa volta riesco pure a scambiare due chiacchiere. Caro Castel San Felice, mi sei proprio piaciuto.


Proseguo altri 3 km fino a Sant’Anatolia di Narco, che non so perché mi rievoca le

Le gallerie della Spoleto Norcia

cronache di Narnia, e qui finisce la pacchia insieme al sentiero che costeggia il Nera perché inizio una salita di quasi 11 km. La prima parte della scalata è suggestiva con le gallerie completamente al buio, ma per un paio di km si arrabbia mica male, con dei tratti al 20-22%. Qui ci vuole il un rapporto super agile e gambe allenate.

Un paio di km di falsopiano e sono di nuovo al ponte della prima deviazione.


Qui mi fermo di nuovo e faccio un vlog per raccontare la giornata.

Gli ultimi dieci km mollo i freni in discesa verso Spoleto fino al “Magic Bus”, il nostro van. Mi godo il tè caldo dal thermos e la Spoleto Norcia in MTB finisce qui.

Tracciare e pedalare su tutto il territorio ci dà la possibilità di offrire i percorsi migliori, gli stop più suggestivi e costruire viaggi che rimangono indelebili. Qui sotto la traccia e i dati registrati su Komoot. Daniele

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